Masturbazione

Secondo Karl Krauss (Detti e contraddetti) il coito è un surrogato della masturbazione. In teoria è perfetta, perché non costa fatica, non vuole umidicci contatti, ripugnanti intimità mentre offre il massimo spazio all’immaginazione. L’oggetto del desiderio si presta a ogni fantasia, si apre alle più spettacolari divaricazioni, si piega a ogni ordine. Ma in questa assenza di limiti sta il suo limite. Manca l’ostacolo, la resistenza, il rischio e quindi l’emozione. C’è eccitazione a corteggiare una donna se ti può dire di no (per questo, sia detto di passata, il rapporto con prostitute è, dal punto di vista erotico, incomprensibile. Vedi Prostitute).
C’è piacere a piegarla a qualche nefandezza se si deve superare una difesa, vincere una riluttanza, bypassare una remora, domare un ritegno, violare un pudore. La mancanza di ostacolo svuota la fantasia masturbatoria e la rende sterile.
Per la verità però il gioco erotico è sempre una masturbazione per l’uomo che semplicemente materializza in una donna in carne e ossa le sue fantasie e il suo personalissimo film. Nei cosiddetti preliminari l’uomo usa la donna per masturbarsi, come fa con una fotografia. Eros e masturbazione sono perciò giochi solitari anche quando si fanno a due e quindi, alla fine, sostanzialmente deludenti. Ma non è solo per questo, o per il terrorismo dei preti sugli adolescenti, che il rapporto sessuale completo, perlomeno nell’immediato post coitum, appaga e la masturbazione no. La masturbazione, come il gioco erotico, appartiene all’area del  piacere, il coito a quella del dovere. Ora, il piacere lascia sempre parzialmente insoddisfatti perché, essendo indefinito, rimane comunque la sensazione che potesse essere meglio. Mentre il dovere, in qualsiasi campo e  quindi anche in quello sessuale, ha un contenuto definito, stabilito, determinato, preciso, tecnico (del coito si può addirittura dare, e si dà, una definizione giuridica – è l’immissio penis – del piacere no). Se quindi non si può mai essere certi di aver soddisfatto interamente un piacere, questo è invece possibile col dovere. La consapevolezza del dovere compiuto è perciò per l’uomo – che vive nella regola, per la donna il discorso è  diverso, quasi opposto – la sola situazione che dia una soddisfazione piena, senza dubbi. Detto in soldoni: se la scopi hai almeno la coscienza a posto, se ti masturbi no.

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