Masturbazione (femminile)

È meno frequente di quella maschile, si dice. In apparenza. È solo più nascosta e segreta come tutta la natura della donna. Lei lo può fare anche stringendo le gambe o appoggiando il ventre allo spigolo di un tavolo o di un calorifero. Quando si masturba, per così dire, apertamente il modo più usuale non è di mettersi un dito dentro, ma è uno sfiorare a palmo aperto, con medio, indice e anulare uniti, mentre il pollice e il mignolo sottile si divaricano, il clitoride e le labbra, un battito leggero e febbrile come quello delle ali di una libellula. In una donna che si accarezza c’è qualcosa di delicato, di commovente, una tenerezza verso se stessa estranea alla rabbiosa masturbazione del maschio. Sia perché la donna si ama di più, ama di più il proprio corpo e lo conosce meglio (è il punto a favore dell’amore saffico rispetto alle goffe intrusioni maschili), sia perché in lei non c’è il senso di spreco che prende l’uomo, quando, come Onan, si corrompe a terra, per aver sparso quel seme che è la vita e anche, più concretamente e cinicamente, per aver sparato a vuoto un colpo che era forse meglio tenere in canna.

Cerca nel sito
Archivio
Immagine casuale
178
Torna su