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Voyeur

La differenza fondamentale fra l’uomo e la donna non è che uno ha il pisello e l’altra no, ma che l’uomo è voyeur e la donna no.
Nota. La cosa è nota da che esistono i due sessi. Chi vuole può comunque averne una conferma da Internet: gli utenti di cybersesso sono all’86% uomini, il resto donne, ma i primi vanno alla ricerca di immagini, le  seconde di relazioni. A riprova ultima, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’erotismo, mentale e in qualche misura virtuale, è maschile, il sesso, che è contatto fisico, femminile.
Nei Bagni di una volta, quando le cabine erano di legno e uniche, per risparmiare, le pareti che le separavano (cosa che costringeva il gestore, provvidenzialmente avaro, a complicate operazioni di numerazione,  smontaggio, impilaggio e rimontaggio) non ce n’era una che non fosse butterata di fori a misura d’occhio, posti ad ogni altezza, orientati in tutte le direzioni (preferibilmente dal basso verso l’alto). Negli anni Cinquanta e Sessanta c’è stato un aumento molto sospetto del business dei trapani. In un divertente libretto, Il bucòmane, Tom Antongini, l’estroso segretario di D’Annunzio, racconta come certe stanze di certi grandi alberghi fossero pagate a peso d’oro dai conoscitori e dagli amatori perché avevano porte comunicanti con un bagno. Antongini descrive l’emozione di vedere una ragazza che giù nella hall si è pudicamente tirata la  gonna sulle ginocchia abbandonarsi, senza sapere di essere osservata, agli atti più intimi e indecenti. Chi, da  ragazzo, non ha fatto uso del cannocchiale per guardare la vicina del palazzo di fronte che si spoglia? Non c’è nulla di più eccitante, per un uomo, di sbirciare, non visto. La superiorità della gonna sui pantaloni, prima dell’avvento degli intollerabili collant (vedi Calze), era data anche da questo. Conosco individui che si appostavano per ore sotto le grate di certi tombini, fingendosi idraulici, elettricisti o fognaiuoli, ricavandone le più deliziose sensazioni.
Nota. Probabilmente questo voyeurismo casereccio e fai-da-te sarà spazzato via, se già non lo è stato, dalle enormi possibilità offerte in questo campo da Internet (vedi Magazine & Video). Ma nessuna virtualità cibernetica potrà mai sostituire l’emozione del buco della serratura, col rischio di essere scoperti.
Perché l’uomo abbia quest’insana curiosità per il corpo femminile fa parte dei misteri, o piuttosto delle astuzie, della natura. Fatto sta che è ai maschi, e non alle femminucce, che piace giocare alle bambole, svestirle, smontarle, scartocciarle come una caramella, anche se alla fine di questo gioco inesausto c’è sempre la solita, deludente, cosa. Osservandola di soppiatto, ispezionandola sotto un riflettore, frugandola per ogni dove, aprendola, penetrandola, è il segreto della donna che l’uomo vuole scoprire. Ma cercare il fondo delle donne è inutile: perché non c’è.
Se l’uomo è voyeur, la donna, in una complementarietà perfetta, è esibizionista. Che a una donna piaccia mostrare il suo corpo o parti di esso è ragionevole. Bisogna infatti ammettere, sia pur a malincuore, che non c’è niente di più armonioso, in natura, di un bel corpo femminile interamente nudo. A gambe unite, però. Se le apre, tutta questa bella armonia viene immediatamente insozzata, insudiciata, inlaidata, cancellata. Eppure, cosa incomprensibile a prima vista, l’esibizionismo della donna si estende anche ai propri organi genitali. Si può spiegare solo col fatto che sconciare la bellezza femminile non è il fine solo di lui ma anche di lei. Alla donna piace fare schifo. La eccita.

Calze

Costituiscono oggi il più grosso problema del vestiario femminile. Il reggicalze è datato, improponibile, sa irrimediabilmente di baldracca. Può essere utilizzato per fare un po’ di teatro, ma è impraticabile come indumento d’uso comune e quotidiano. Le autoreggenti sono volgari.
Il collant è mortale. Sconcia la perfetta simmetria del bikini, è antiestetico in quella riga che taglia a metà, repellente nella pecetta sul cavallo. Ma soprattutto “chiude”, impedisce allo sguardo e alla mano di insinuarsi, che è l’eterno desiderio del maschio davanti a una donna vestita. È la cintura di castità dei tempi moderni. Da che esiste ha fatto inabissare la tensione erotica fra i sessi a livelli vicini allo zero. Gli va attribuita una buona parte di responsabilità nel crollo
delle nascite.

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