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Il libro del Califfo – Capitolo 20

QUALSIASI COSA ACCADA IN BOCCA, BISOGNA SEMPRE SUCCHIARE FORTE

“Mangiarsi la compagna, diventare cannibali”, teorizza Franco Califano. Dall’imperdibile “Il cuore nel sesso – Libro sull’erotismo, il corteggiamento e l’amore scritto da uno “pratico””, Castelvecchi editore, nuovo capitolo dedicato alle lingue che si accarezzano.

Il bacio ha cambiato le sorti del mondo. Svariati uomini importanti (luminari, re e ideologi) per un bacio hanno messo in discussione tutte le loro certezze. Nell’amore questo gesto è la lampada che illumina il sesso.
Dal canto mio, praticando il mondo femminile con una certa frequenza, quindi, baciando, diciamo spesso, ho appurato che i giovani d’oggi sono un po’ confusi.

Il fatto è che c’è poco confronto con gli adulti, e non dico solo in termini pratici, intendo che l’umiltà per imparare non è abbastanza.
Col bacio si trasmette a una donna tutta l’importanza che merita dal punto di vista fisico e dei sentimenti. Si diventa complici all’istante e si spiana la strada delle inibizioni che non devono rendere precaria la coppia. Da questo momento si cresce insieme, si capiscono meglio i ruoli e le personalità.

Ma bisogna essere molto sinceri. Si deve dire se il bacio è piaciuto a entrambi. Al gesto bisogna aggiungere il dialogo. Sennò diventa ‘n’avventura da impiegato.
Parlando, confidandosi e baciandosi bene e a lungo, si può pure arrivare all’orgasmo. Una pomiciata ben fatta può durare anche ore, è una maniera di comunicare che non si ferma all’apertura della bocca e al movimento della lingua. E’ molto di più. Significa pescare nell’anima del partner, arrivando a toccare sapori sconosciuti.

Dopo l’inizio, qualsiasi cosa accada in bocca, bisogna sempre succhiare forte, mangiarsi la compagna, diventare cannibali.
Da questa penetrazione può nascere l’incastro magico per cui si diventa una cosa unica.
Attenti però. Capita che agli inizi di una storia ci si bacia senza tregua, per poi finire poco dopo nella calma piatta. Difatti, come accade per esempio in un banchetto, si può anche fare indigestione di baci.
Invece è sempre meglio alzarsi da tavola con un po’ di appetito.

Ma vediamo bene l’aspetto pratico. E’ quello che ci interessa.
La bocca dev’essere sempre aperta. Le lingue si accarezzano a vicenda ruotando dappertutto come per attorcigliarsi. Una volta con la dolcezza e l’altra con la passione.
Se ci pensate bene, dalla punta della lingua l’adrenalina cresce di continuo e si espande per tutto il corpo come non succede quasi per nessun’altra situazione del mondo quotidiano.
Le labbra devono restare sempre morbide, l’intensità è provata dalle fossette sulle guance. Senza fossette non è un vero bacio ricordatevelo.

Gli occhi sono chiusi. Perché, a differenza del coito (dove l’immagine è protagonista) nel bacio ognuno di noi cerca di sognare di allontanarsi dalla realtà.
Con questi presupposti il totale coinvolgimento dovrebbe essere assicurato.
E non mi vergogno affatto di dirvi che un bacio dato bene è pura magia.

Il libro del Califfo – Capitolo 8

FELLATIO, CUNNILINGUS, ONANISMO E ALTRI GIOCHETTI

“Il pisello non è un manico di scopa, come alcune pensano. Ma bisogna imparare ad ascoltarlo….”. Il Califfo colpisce ancora. E capitoliamo davanti al nuovo capitolo di “Il cuore nel sesso”, autobiografia erotica di Franco Califano, prossimamente in libreria……..

La serata può cominciare con una cenetta confidenziale. Il cibo è il migliore amico del sesso. Si può mangiare sopra e sotto il tavolo. Mentre lei si delizia con un primo, voi vi mangiate l’antipasto fra le sue cosce.
Ci si può imboccare passandosi il cibo dalla bocca. E’ una catena. Si inizia mangiando e si può finire mangiando (una delle cose più belle dopo aver scopato per ore).

Il dopocena può proseguire sotto la doccia dove si può mettere alla prova l’avversaria con dei getti di piscia calda fra le sue gambe. Ve pare che esagero, no, credetemi, bisogna provarlo. Alcuni professionisti, pochi a dire il vero, riescono persino a stuzzicare la donna con dei piccoli schizzi durante il coito. Ma bisogna essere dei veri maghi.
Chi ve le diceva ‘ste cose se non io? Lo studioso pensa solo a centrare la tazza quando deve pisciare.

Vabbe’… una volta asciutti ci si può masturbare, attività di cui parleremo in seguito, prima da soli, poi a braccia incrociate. Si può parlare a lungo anche di come fare una bella pippa. Il pisello non è un manico di scopa, come alcune pensano. Ma bisogna imparare ad ascoltarlo. E’ vivo e si muove. Non si può stringere, tirare, seguire un andazzo non regolare, non si può.
Il tronco deve sempre essere scappellato e subito dopo richiuso (i circoncisi in questo hanno dei vantaggi inimmaginabili), prima dell’orgasmo all’uomo si irrigidiscono le gambe quindi, potendolo prevedere, la donna dovrebbe prima rallentare il movimento e, dopo il primo fiotto di sperma, riprendere in crescendo fino alla sua piena espulsione.

Un sapiente gioco di mani che si ritrova anche nel pompino.
La pompa è determinante.
In quel caso bisogna dimenticarsi i denti, lo dico per la donna, coprendo quelli di sopra con il labbro e quelli di sotto con la lingua. Come per l’uomo con la fica, la donna dovrà iniziare a succhiare il cazzo solo dopo aver leccato ad arte tutto intorno. Volendo, l’uomo può chiavarle la bocca, se si tratta di una compagna che la apre a mestiere, che lo prende bene. Ho conosciuto alcune che con la pompa sono arrivate a godere.

Insomma, giochi e oggetti sono fondamentali per il piacere, vanno per questo goduti in santa pace. Lo dico ai giovani, sempre pieni di problemi di case libere e pensioni scrause. A tal proposito consiglio l’affitto di un monolocale, magari da dividersi con gli amici, all’occorrenza persino in sei, facendo una scaletta settimanale. E’ meglio scopare meno ma farlo sul serio.
In macchina è pericoloso, ormai la violenza serpeggia ovunque. Se vi infrattate mettete a rischio sia voi che la vostra partner. Pensateci bene.

Cunnilingus

Che uno si inginocchi fra le gambe di una donna e, come un cane, la lecchi, è cosa indegna di un uomo. Checché se ne pensi le donne non ne vanno poi così pazze, proprio perché inverte i ruoli e diminuisce il maschio: il piacere fisico non è compensato dalla perdita di quello psicologico. Alle donne piace leccarsela fra loro, non avere un maschio in adorazione della vagina. Preferiscono di gran lunga il disprezzo verso i loro genitali, le eccita molto di più. Almeno quelle belle. Infatti le donne belle, come i ricchi, sono masochiste. Se lo possono permettere. Le brutte no. Sono già troppo umiliate. Per loro effettivamente il cunnilingus può essere un atto compensativo, un omaggio gradito, un illudersi che ciò che hanno fra le gambe abbia un valore in sé, a prescindere dal contorno. Ma per leccare la fica a una brutta ci vuole davvero dello stomaco oppure bisogna essere della pasta di Don Giovanni che chiudeva gli occhi per rendere illimitata la propria concupiscenza. Nonostante tutto però la sottospecie dei “leccatori di fica” è piuttosto numerosa, soprattutto in regioni come l’Emilia-Romagna, forse per un compensativo, e malinteso, senso di reciprocità. Questo “vizio da cani” è accettabile negli anziani, che hanno inevitabili problemi di erezione. Una volta chiesi a un mio amico ultrasettantenne, che ha da anni una relazione amorosa, come se la cavasse. Mi rispose, molto spiritosamente: «Be’, adesso lavoro molto più di lingua». Diversa è la questione deìl’analingus, che non è un atto di omaggio verso la donna ma di spregio. E un ricordarle che, nonostante tutte le sue arie grandiose, anche lei, come tutti, va al cesso.

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