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Documentario

Tra tutte le specie animali la donna rappresenta quella che, ancora oggi, è un rompicapo per gli studiosi per il 99% (l’1% restante si è già consumato, del rompicapo, non della donna).

Questo stranissimo animale, caso unico in natura, presenta uno sviluppo dell’encefalo assolutamente inadeguato in rapporto a ciò che pretenderebbe di fare, come se un gatto volesse avere il diritto di saltare a due zampe.
In cotal guisa agisce la donna: forte dei suoi 2-3 neuroni, 4-6 in casi di sdoppiamento della personalità (purtroppo assai frequenti), costruisce connessioni sinaptiche elementari, che a malapena riescono a pilotare gli istinti primordiali e le pulsioni primarie quali i bisogni fisiologici e il desiderio del cordone ombelicale tra le gambe.

Tra tutte le sue innumerevolo strane caratteristiche, quella che però spicca è l’incoerenza. E’ l’unico primate che riesce a negare tutto e il contrario di tutto con la massima naturalezza. Ha un pregio (se così si può chiamare), e cioè una straordinaria memoria, che risiede però probabilmente nelle trombe di falloppio. Questa memoria elefantiaca le permette di ricordare praticamente TUTTO, e, alla stregua di alcuni volatili, tipo pappagallo, di sciorinare stronzate immani fuori luogo con una velocità ed una insistenza paurose, riuscendo ad emettere suoni senza soluzione di continuità per svariate ore al giorno. Stante l’impressionante numero di abnormità che emette, statisticamente azzecca lo 0,00001% di ciò che blatera.

Ma l’aspetto più curioso del suo comportamento sta nella capacità che questa bestia ha di profittare dell’istinto che essa scatena nell’UOMO, essere infinitamente superiore, ma tuttavia prono al desiderio di fecondare.
Sfruttando questo basso istinto (basso per l’uomo, mentre chiaramente è quello massimo auspicabile per la donna) essa arriva ad ottenere tutto, specie in quei gruppi in cui l’UOMO si prostra come uno zerbino ai voleri dell’animale.
Da qui lo strano processo per cui, mentre l’UOMO è costretto a lottare per sopravvivere, la donna conduce una vita tranquilla, e si avvantaggia di favori in ogni campo, ma al minimo comprensibile diniego dirotta subito su un altro UOMO.

Fra tutte le sottospecie di donna, quella più terribile è la donna italiana.
Assolutamente priva di ogni principio, completamente sgombra di sentimenti, infarcita dalla nascita di fisime e cazzate che ella reputa vere non avendo strumenti di analisi. Questa creatura rappresenta senza dubbio l’essere più repellente e infido del creato.

Oltre alla caratteristiche già descritte, valevoli per la specie in generale, essa mostra tutta una serie di comportamenti così insensati da far credere di essere inventati a bella posta. Ma così non è: interrogata svariate volte su di un qualsiasi argomento, la bestia in questione è andata in catalessi massiva, cominciando ad emettere quei suoni caratteristici:
“Ops…. devo avere le mie cose…. Ops…. dov’e’ il bagno? “.
L’unica volta che la pertugiata specie riesce a rispondere è quando le vengono rivolti quesiti che presuppongano unicamente l’uso della memoria, come le Soap Opera.

Pur essendo, nella maggior parte dei casi, orrenda anche fisicamente, la donna italiana si atteggia a Gran Vulva praticamente sempre, in questo coadiuvata dai “Gruppi di sostegno”, anch’essi caratteristici solo della penisola.

Forse retaggi di un’antica ancestrale tendenza alla lesbite mai sopita, i gruppi di sostegno, composti da un numero di individui donne che varia solitamente da due a quattro, hanno una funzione importantissima che è quella di permettere (forse per somma aritmetica di cellule nervose) ai singoli primati che li compongono di effettuare azioni, normalmente di semplice routine, ma che per questi animali rappresentano, se condotti singolarmente, ostacoli quasi insormontabili.

Esempi sono:

I bisogni fisiologici. Benché nessun studioso sia ancora riuscito a capire PERCHE’ ciò accada, le donne italiane vanno in bagno in compagnia invece che una per volta. Eppure il numero dei neuroni dovrebbe essere sufficiente almeno ad espletare DA SOLI lo svuotamento vescicale. E’ veramente un mistero.

L’accoppiamento. La donna italiana è virtualmente incapace di prendere decisioni che superino la scelta dei collant e quindi, nel caso della copula, è costretta ad appoggiarsi ad un altro esemplare della sua specie, solitamente più troia di lei. Particolarmente interessante questo affiatamento apparente: l’individuo meno brutto utilizza quello più brutto per darsi un’importanza tramite raffronto. Quello più brutto utilizza il meno brutto nella speranza di attirare UOMINI anche nella sua direzione. Quando i suoi legami sinaptici gli suggeriscono che non ce la farà mai, improvvisamente scioglie ogni legame, che del resto era inesistente anche prima.

Attività fisiche. La donna italiana è di un’indolenza che fa schifo. A questo si deve, probabilmente, anche l’aspetto fisico adulto, che nella maggioranza dei casi non regge il confronto con gli esemplari di altre zone.
Fin dalla nascita, la madre avvolge il piccolo in turbanti di lana e cappelli di feltro duro, anche con temperature ambientali di 44° celsius, nel timore di malattie vere o immaginarie. Da qui una sofferenza corporale indicibile, che mina l’organismo. Ma, mentre l’UOMO, per intelligenza e per sostenere quella palla al piede che è la donna, crescendo si sblocca da solo, il nostro primate si adagia sempre più, arrivando a sfornare, verso i vent’anni, un corpo sfatto e sproporzionato. Ecco che di nuovo subentra la madre che, anch’essa putrida e deforme, per pura gelosia ed incoerenza costringe la figlia ad attività ginniche esagerate, tipo partitelle di tennis di 10 min. cadauna, con spettacoli vomitevoli di creature che si agitano come impazzite, del tutto inadatte, come struttura e come encefalo, a gestire il movimento della racchetta. Terribile.
Quando l’attività sportiva (?) può contare sulla partecipazione di più gruppi di sostegno insieme, allora l’atavica necessità della donna di ciarlare ha il sopravvento e, depositate racchette e palline nel cestino rifuti, inizia la seduta di rinfrancamento generale con racconti di quello che fa la dirimpettaia con l’altra dirimpettaia che conosce di sfuggita la nuora di Franca che pero’ ha le sue cose quindi stasera non è venuta meno male se no s’era dispari e non si poteva giocare a melina con le palline da tennis.

Definizione

Direttamente dal dizionario.

DOONA: essere umano adulto di sesso femminile caratterizzato da quoziente intellettivo decisamente inferiore a quello maschile e leggermente superiore a quello dello scimpanzè, innata attitudine a concedere facilmente il proprio corpo per piacere e a utilizzarlo al fine di migliorare la propria posizione sociale, tendenza spiccata al tradimento del partner, assenza di senso dell’humour, incapacità nel condurre mezzi di trasporto a motore, dipendenza psico-fisica da denaro, gioielli, telenovelas, vestiti e Giancarlo Magalli.

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